La "vergogna" di Vesna Bursich

Questa settimana parliamo dell’artista di origine croata Vesna Bursich.

In mostra sono presenti tre delle sue opere facenti parte della collezione “Shame”, in inglese vergogna. È proprio questo, infatti, il tema che la pittrice ha voluto rappresentare e trasmettere al pubblico attraverso i suoi lavori.

Le figure ritratte sembrano scrutare chi sta loro davanti, guardandolo negli occhi, e con la loro fierezza e velata sensualità lasciano trasparire la loro vergona, appunto, ora messa in mostra in tutta la sua potenza.

La scelta di donare un’illuminazione più intensa sul volto delle donne pure ma al medesimo tempo macchiate dai colori presenti sul loro viso, è determinante nel focalizzare l’attenzione dello spettatore su esso, mettendo così in luce non solo i tratti somatici ma anche le emozioni che le figure sembrano voler raccontare a chi le osserva.

Un particolare molto interessante si può trovare nel gioco di luci ed ombre negli occhi delle donne: possiamo da essi infatti dedurre che non sono sole, ma come ci fa notare una piccola figura scura riflessa nelle loro iridi, hanno davanti a loro un secondo personaggio a noi sconosciuto, forse il motivo della loro “vergogna”.

Interessata fin dalla tenera età a tutte le forme d’arte visiva, la poliedrica Vesna Bursich, di origini croate e che da sempre vive a Torino, si è laureata nel 1998 in pittura all’Accademia Albertina di Belle Arti a Torino.


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